Aglione, un tesoro custodito gelosamente nelle terre della Valdichiana

Alla scoperta dell’aglione della Valdichiana

Aglione, un tesoro custodito gelosamente nelle terre della Valdichiana

da www.aglione.it

Conosciuto fin dall’antichità da Etruschi e Romani, l’aglione era usato soprattutto per le sue proprietà terapeutiche, le medesime dell’aglio.

Dioscoride, medico e botanico greco, il quale esercitò a Roma la sua professione al tempo di Nerone, nella sua opera in cinque volumi, il De materia medica, esalta gli effetti benefici per le arterie.

Plinio il Vecchio nella sua Historia Naturalis individua ben ventitré modi per usarlo contro disturbi di varia natura.

Nel XVI secolo, in pieno Rinascimento, il medico senese Pietro Mattioli ne esalta la poliedricità per guarire numerose patologie.

Oggi l’aglione è una realtà di nicchia, che rischia di scomparire del tutto se non valorizzato e promosso. Per questo Sloow Food Toscana e la Condotta Slow Food Montepulciano-Chiusi nel promuovere la Comunità del Cibo, lo hanno inserito come primo alimento da tutelare.

Una delle valide realtà che ha al centro delle proprie coltivazioni l’aglione della Valdichiana è l’Azienda Agricola “I tre Capi”, i cui terreni si trovano nel comune di Montepulciano e Chiusi, in particolare nelle località Tre Berte e Montallese.

In queste terre e soprattutto nel rispetto dell’ambiente e della natura, l’Azienda, in conversione per il regime biologico, coltiva i suoi preziosi prodotti, senza utilizzare concimi, erbicidi ed anticrittogamici che non siano assolutamente naturali.

L’azienda è costituita da “I Tre Capi” appunto: NICCOLÒ TERZAROLI, IL DOTTOR STRANAGLIONE. Giovane promettente, da sempre amante delle piante e della natura, a 16 anni incontra per caso un agronomo e da lì la strada è segnata: si laureerà prima in Scienze Agrarie e poi in Biotecnologie Agrarie e Ambientali all’Università di Perugia. Oltre alla genetica, il suo tarlo diventa l’Aglione della Val di Chiana, protagonista di entrambe le sue tesi di Laurea e di cui si considera un po’ il padre scientifico. E’ quando decide di mettersi in affari con l’altro socio, Spife, che succede l’irreparabile: come un altro prima di lui, il Dottore “scende in campo”.

MONICA BETTOLLINI, LA MONICA DEL BETTÒLLA. Geometra ed imprenditrice agricola professionale, produceva olio extravergine di oliva e come se non bastasse è dirigente provinciale e regionale di CIA Toscana. La Leonessa delle Bertille ha confluito nel progetto la terra in cui è nata: si dice che la notte il suo spirito vaghi tra le file dell’Aglione, quando invece è proprio lei in carne ed ossa!

MAURO PIFFERi, SPIFE. Agricoltore dalla nascita, guidava il trattore già nell’utero materno. Del contadino ha le scarpe ed il cuore grossi, il cervello fino, gli occhi che ridono e le maniche sempre rimboccate. È il fattore di un’importante azienda agricola di Montallese (Chiusi) da decine di anni ma non gli basta mai: olivicoltore, orticoltore, apicoltore, fa crescere e porta in produzione qualsiasi essere vivente gli si pari davanti. Visto che aveva poco da fare, prende sotto la sua ala protettrice il Dottore ed iniziano a sporcarsi le mani insieme.

L’Aglione della Val di Chiana, protegge la storia e la tradizione del territorio

L’Aglione della Val di Chiana, protegge la storia e la tradizione del territorio

Il nome ci fa capire che quello che stringiamo tra le mani non è un aglio come tutti gli altri.

Questo gigante buono, dall’incarnato color avorio, è composto al suo interno da sei bulbi ben distinti e può raggiungere anche un peso pari ad un kg.

Rispetto ai suoi fratelli ha un sapore estremamente delicato e dolce, che lo rendono molto più digeribile e meno sgradevole al gusto.

Condivide con l’aglio molti benefici: è purgante, diuretico, antimicrobico, abbassa il colesterolo, abbassa la pressione sanguigna, protegge l’apparato cardiovascolare.

Come una dolce fortezza, l’aglione protegge all’interno dei suoi bulbi la storia e la tradizione del territorio. Si tratta di un prodotto capace anche di unire gli innamorati.

Sentitevi liberi di gustarlo, senza il timore di non poter baciare dopo la vostra dolce metà.

L’estrema delicatezza rende l’aglione, il kissingarlic per eccellenza, l’aglio del bacio, che non farà allontanare il vostro amore.

“I Tre Capi” nel novembre del 2017 piantarono le prime teste di Aglione, i cui bulbi furono pronti per la raccolta nel Giugno del 2018. Due mesi dopo, fu effettuata la prima produzione e confezionamento del sugo all’Aglione. A seguire furono realizzate altre specialità, quali Confettura di Susine, le “scosciamonache” o “mascine”, un firmamento di piccole ametiste viola che incanta la vista e poi il palato.

Crema all’Aglione ed Uva Nobile, la quale si sposa alla perfezione con la dolcezza dell’aglione, la grinta del peperoncino e la sapidità dei formaggi. Questo blend originale stupisce per la sua eleganza e rotondità: qui la tradizione di due prodotti diventano uno solo.

L’Azienda, oltre all’Aglione, alle Susine ed all’Uva, produce anche olio extra vergine di oliva e pomodori.

Il nostro team di food blogger ha avuto il grande onore di degustare i preziosi prodotti tra cui i Germogli di Aglione della Valdichiana “I Tre capi”.

Pici all’Aglione della Valdichiana

Pici all’Aglione della Valdichiana

Ingredienti per 2 persone:

  • Germogli di Aglione della Valdichiana “I Tre capi”
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 2 cucchiai di vino bianco secco
  • polpa di pomodoro a cubetti
  • sale
  • zucchero
  • 160 g di pici

Procedimento:

  1. Mettere in una padella l’olio extravergine di oliva ed i Germogli di Aglione della Valdichiana “I Tre capi”. Accendere il fuoco e farli dorare molto lentamente. Aggiungere il vino bianco e far cuocere per 4-5 minuti sempre a fiamma dolce.
  1. Unire il pomodoro a pezzi, un pizzico abbondante di sale ed una punta di zucchero.
  2. Lasciar sobbollire a fiamma bassa per 15 minuti circa, girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
  3. Lessare i pici in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, accendere il fuoco nella padella del condimento.
  4. Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.
  5. Servire immediatamente.

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