Fungo porcino di Borgotaro: il re dei boschi dell’Appennino

Elaborato in mille ricette, il fungo porcino di Borgotaro possiede eccezionali qualità aromatiche ed olfattive. Fungo porcino di Borgotaro: marchio IGP Il fungo dell’Appennino è il solo ad aver ottenuto la certificazione Igp tutelato dal Consorzio che dal 1995 si occupa di valorizzarlo al meglio. Il porcino che nasce nell’alta Val di Taro è una […]

Elaborato in mille ricette, il fungo porcino di Borgotaro possiede eccezionali qualità aromatiche ed olfattive.

consorzio-del-fungo-porcino-di-borgotaro-igp_02 Fungo porcino di Borgotaro: il re dei boschi dell’Appennino

Fungo porcino di Borgotaro: marchio IGP

Il fungo dell’Appennino è il solo ad aver ottenuto la certificazione Igp tutelato dal Consorzio che dal 1995 si occupa di valorizzarlo al meglio.

Il porcino che nasce nell’alta Val di Taro è una perla del sottobosco, con qualità e caratteristiche rigidamente definite da un disciplinare. E’ infatti necessario che cresca in un determinato luogo con specifiche condizioni atmosferiche. E’ molto importante che sia circondato da querceti, castagneti, faggete ed abetine.

Dove si trova Il fungo porcino di Borgotaro?

Il fungo porcino di Borgotaro si trova nei boschi appenninici compresi tra i comuni di Albareto, Pontremoli e Val di Taro, in provincia di Parma.

La denominazione “Fungo Porcino di Borgotaro” racchiude quattro specie del genere Boletus. Esse nascono e crescono naturalmente nei boschi cedui e ad alto fusto in un territorio di 33 mila ettari, delimitato geograficamente.

Nell’insieme sono considerati prodotti superiori per qualità organolettiche, olfattive ed aromatiche rispetto a tutti gli altri funghi dello stesso tipo, italiani ed esteri.

Fiera-del-Fungo-Borgotaro Fungo porcino di Borgotaro: il re dei boschi dell’Appennino

L’aroma del fungo porcino di Borgotaro

Un aroma privo di inflessioni di fieno, legno o liquirizia. I funghi porcini si distinguono anche per il sapore dolce e delicato e per l’incomparabile morbidezza.

I boschi di questa zona dell’Appennino sono composti principalmente di querceti e castagneti nelle quote più basse, da faggi ed abeti nella fascia più elevata. Il trattamento di queste aree boschive ha un’influenza rilevante nella produzione dei funghi.

Gli abitanti del territorio sanno infatti che un bosco lasciato a se stesso o invecchiato è meno produttivo di un bosco curato sottoposto ad interventi periodici. Per questo, i funghi porcini sono definiti “prodotti spontanei aiutati dall’uomo”. A differenza di altri ingredienti ortofrutticoli, crescono spontaneamente. La loro proliferazione può essere incentivata intervenendo per mantenere le condizioni ideali del loro habitat naturale.

Fungo porcino di Borgotaro: tutelato da un consorzio

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Questa importante risorsa è salvaguardata fin dal 1928 da un apposito regolamento comunale. Esso istituiva uno specifico mercato bisettimanale per il commercio del prodotto, principalmente quello essiccato. Mentre quello fresco viene contrattato ancor oggi giornalmente, quando i raccoglitori rientrano nei boschi.

Risale invece al 1964 l’istituzione della prima riserva che regolamenta la raccolta dei prodotti del sottobosco, tra cui i funghi. Oggi la raccolta e la commercializzazione è tutelata dal Consorzio del Fungo Porcino di Borgotaro a cui è stata dedicata anche una “Strada del Fungo Porcino”. Si tratta di un percorso enogastronomico per la scoperta del territorio e delle migliori produzioni alimentari.

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